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Le discipline · Black Bull Academy

Silat indonesiano

Pentjak Silat nello stile Buka Jalan: corta distanza, squilibri, leve, proiezioni e controllo a terra.

Pentjak Silat e Bersilat

Con il nome Silat si indica una grande famiglia di arti marziali dell’area insulare del sud-est asiatico: il Pentjak Silat indonesiano, il Bersilat malese e gli stili del sud delle Filippine. Si contano oltre 250 stili, praticati da famiglie e scuole diverse, con differenze a volte sottilissime. Nel programma della scuola il Silat ha un ruolo centrale.

Le origini

Il Silat nasce nella parte occidentale dell’arcipelago indonesiano, tra Sumatra e Java. Lungo le grandi rotte commerciali tra India e Cina, i popoli della regione hanno fuso e adattato principi di altre culture senza perdere le radici tribali. La prima grande influenza fu quella indiana: da lì arrivano le forme codificate come danze guerriere, la predilezione per la lotta e la diffusione del kris, il pugnale a lama ondulata.

Dal Cinquecento giungono portoghesi, spagnoli, inglesi e soprattutto olandesi; nell’Ottocento le comunità cinesi portano a Java il kung fu del sud, chiamato Kuntao, con posizioni basse e pugni lineari in combinazione. Per questo a Java prevalgono stili in piedi e di percussione, mentre a Sumatra, dove l’eredità indiana è rimasta più forte, dominano il combattimento basso e la lotta.

Le caratteristiche

  • Corta e cortissima distanza, dove le braccia lunghe non servono.
  • Movimenti sofisticati di braccia e gambe per sbilanciare l’aggressore in modo scientifico.
  • Percussioni dure e dirette ai punti sensibili, manipolazione continua dell’avversario.
  • Leve articolari, intrappolamenti e proiezioni, fino al controllo a terra.

Buka Jalan Pentjak Silat

Lo stile studiato nel programma K.E.S.A. è il Buka Jalan, “La Via Aperta”, ideato da Sifu Guru Cass Magda a partire dalla tradizione del Pentjak Silat e dalla scienza del combattimento. Si basa su:

  • colpi a corta distanza: pugni, gomitate, ginocchiate e calci diretti alle aree sensibili;
  • squilibrare, proiettare e immobilizzare l’avversario fino alla sottomissione;
  • il combattimento a terra ispirato all’Harimau, lo stile “della tigre” di Sumatra, con posizioni basse e uso del terreno a proprio vantaggio;
  • le leve e le chiavi articolari del Buah Kunci del Bersilat malese;
  • la gestione di più avversari, con tattica, movimento e angoli.

Nel programma Black Bull

Il Silat entra in gioco quando la distanza è ormai chiusa: una presa, una spinta, un corpo a corpo. Insegna a trasformare il contatto in controllo e a chiudere l’azione in sicurezza, completando il Jeet Kune Do per la distanza di colpo e il Kali per armi e oggetti.

Per chi è

Per chi vuole imparare a gestire il contatto ravvicinato e il corpo a corpo. Il lavoro è intenso ma progressivo e adatto a ogni livello.